pesco: tutte le tipologie

Il pesco è un albero da frutto originario della Cina, considerato da sempre come un simbolo d'immortalità per la sua maestoistà. I fiori di pesco infatti, venivano celebrati da poeti, pittori, cantanti, scrittori e registi cinematografici per la loro bellezza e raffinatezza.
L'albero di pesco, chiamato anche prunus persica, fa parte della famiglia delle rosacee come la gran parte delle piante da frutto e viene classificata tra le drupacee, assieme all'albicocco, ciliegio e mandorlo. Coltivare il pesco non è semplicissimo perchè si tratta di una specie delicata e facilmente soggetta a malattie. Con cura ed attenzione però, si può ottenere un raccolto abbondante.


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Esistono molte varietà di pesco, ma possiamo suddividerle in quattro grandi categorie: la pesca vera e propria con la buccia vellutata, la pesca noce o nettarina caratterizzate dalla buccia liscia, la pecorca e la platicarpa o tabacchiera.
Il pesco dunque non produce solo dei frutti buonissimi, ma è anche molto bello da vedere poichè i fiori di pesco sono di un colore rosaceo e presentano una forma molto delicata e fine.

Pesco: clima, terreno ideale e coltivazione

Per avere un raccolto abbondante è necessario scegliere con cura il posto in cui si andrà ad impiantare il pescheto. L'albero di pesco ama i climi miti, caratterizzati da un inverno abbastanza freddo. Le gelate tardive primaverili però possono compromettere la salute ed il raccolto del tuo pesco.
Tuttavia, esistono alcune varietà di pesco che sono in grado di sopportare temperature invernali molto basse, fino a 10-15° C sotto lo zero.
Assicurati di preparare il terreno al meglio per ospitare la tua piantina. Solitamente il pesco predilige i terreni sciolti, non soggetti a ristagni idrici in quanto è sensibile all'asfissia radicale. Nei suoli tendenzialmente calcarei, il pesco potrebbe risentire della clorosi ferrica, che si manifesta con l'ingiallimento delle foglie. Il colore giallo è dato dalla difficoltà della pianta ad assorbire il ferro.

Per quanto riguarda la coltivazione pesco è importante il metodo d'irrigazione: durante i primi 2 o 3 anni di sviluppo è necessario irrigare abbondantemente, poichè le radici della pianta non si sono ancora approfondite nel suolo.
Si consiglia di irrigare con il metodo a goccia, mentre per la frequenza si consiglia di basarsi in base alla pioggia caduta e alla natura del terreno. Durante il periodo estivo bisogna tenere controllato il terreno per evitare che si secchi troppo.

Coltivazione pesco: pacciamatura e concimazione

Se il terreno è molto secco e non si ha a disposizione un impianto di irrigazione fissa, si consiglia la pacciamatura. Il terreno, una volta pacciamato, si mantiene umido più a lungo ed impedisce alle erbe spontanee di nascere.
È importante che il terreno sia costantemente nutrito, per garantire alla pianta di ricevere le sostanze necessarie per la sua crescita. Il pesco necessita di un terreno concimato con del compost e necessita anche di una buona dose di potassio assieme a della cenere di legna. Il fosforo può essere introdotto nel terreno mediante farina di roccia, ovvero i fosforiti.

Per la messa a dimora dell'albero di pesco si consiglia il periodo tra ottobre e novembre. Se non si riesce a compiere l'operazione in questo periodo, si può mettere a dimora anche a dicembre, febbraio o marzo.
L'impianto del pesco necessita di una buca di circa 60 cm di diametro e profondità. Nella fase di piantagione conviene predisporre una concimazione di fondo che metta a disposizione della piantina le prime sostanze nutritive. Inoltre, è bene annaffiare frequentemente fino al radicamento del pesco.
L'albero di pesco si può trapiantare tranquillamente anche in vaso, oppure nel frutteto familiare disponendoli in file bidimensionali, generalmente a palmetta o a fusetto.

Potatura pesco: quando e come potarlo

Tradizionalmente il pesco si coltiva in vaso ed il fusto originario viene tagliato a 60-80 cm da terra al momento dell'impianto. Una volta che si sono sviluppati i rami, se ne scelgono tre tra quelli superiori, che saranno le branche principali che verranno aperte con spaghi e picchetti fissati al terreno. Questo procedimento consente alla pianta un arieggiamento interno alla chioma e una migliore esposizione alla luce solare per consentire ai frutti una maturazione perfetta.

Come potare il pesco? Quando la pianta si trova a regime, viene potata ogni anno dopo il raccolto dei frutti. Solitamente si tagliano i rami che si trovano nelle porzioni apicali delle tre branche principali, ovvero quelli cresciuti troppo in basso o quelli a portamento verticale.
Elimina anche le parti secche o quelle colpite da una patologia per evitare un possibile contagio. Inolte, durante la potatura invernale, si consiglia di esportare i rami che nell'anno precedente hanno prodotto, scegliendo quelli con gemme a legno e gemme a fiore, da cui deriveranno poi i nuovi frutti. L'eliminazione di questi rami consente al pesco di avere una produttività bilanciata in quanto quest'albero tende ad alternare annate produttive ad annate scariche. Ecco alcune semplici accortezze necessarie per sapere come potare il pesco.

Innestare pesco: i passaggi necessari

Innestare pesco è un processo delicato e bisogna prestare molta attenzione. Gli attrezzi necessari per questa operazione sono il coltello ed il materiale morbido per la legatura.
Il primo passaggio per innestare il pesco prevede un prelievo di alcuni rami a misura d'uomo dall'albero di pesco. È importante scegliere dei rami belli e maturi poichè da essi si devono prelevare le gemme per l'innesto. Inoltre, si deve prestare attenzione a non lesionare il legno sotto la corteccia. Il materiale morbido consentirà alla gemma di attecchire correttamente con il conseguente ingrossamento del pesco.

È necessario realizzare un'incisione corretta, partendo proprio da un taglio verticale. Successivamente, si deve fare un taglio orizzontale sulla gemma, in modo tale da ottenere una T. Mantieni la punta del coltello molto inclinata durante questo processo. È importante scegliere dei rami maturi che presentano la gemma leggermente sollevata dal ramo per consentirci di eseguire un'operazione corretta e semplice.
Si deve poi creare un'incisione a forma di T sul portinnesto, ricordando che l'incisione dovrà recidere solamente la corteccia. Infine, si deve inserire la gemma nell'incisione a T del portinnesto, assicurandosi di fermare la gemma mediante una legatura.
Esistono diverse tecniche per innestare pesco, ma quella della gemma garantisce risultati migliori. Inoltre, il periodo migliore per l'innesto va da agosto a settembre.

Malattie del pesco: prevenzione e rimedi

Per prevenire che il tuo pesco possa essere infestato da malattie, è necessario rispettare alcune semplici regole.
Partendo proprio dagli strumenti, è necessario pulirli adeguatamente in modo tale da evitare il contagio tra le piante in caso di malattia. I tagli che vengono fatti ai rami devono essere netti ed inclinati per consentire una cicatrizzazione rapida. Inoltre, il taglio inclinato evita che si creino dei ristagni di acqua nociva.

Tuttavia, può capitare che il pesco si ammali in quanto è una specie piuttosto delicata e soggetta a malattie. Una delle malattie del pesco è proprio la bolla, causata da un fungo che provoca delle bolle sulle foglie. Talvolta, in casi gravi, il pesco può addirittura defogliarsi.
Il corineo, o vaiolatura, è un'altra malattia del pesco che si manifesta con piccole tacche rosso- viola circondate da aloni. Sulla foglia si presentano dei buchi poichè le parti colpite si staccano, mentre su tronco e sui rami si vedono delle fessure da cui fuoriesce una sostanza gommosa.
Il pesco è soggetto anche all'infestazione dell'oidio, tipicamente riconosciuto per l'efflorescenza bianca dall'aspetto polveroso.

Per prevenire le malattie del pesco potrai ricorrere all'equiseto ovvero un macerato di pianta che stimola le difese naturali. Ha un effetto protettivo blando che funziona se lo si somministra regolarmente.
Infine, il pesco può ammalarsi anche a causa di insetti come la mosca della frutta, gli afidi e la cocciniglia bianca. Un ottimo rimedio è il Bacillus thuringiensis, completamente naturale e atossico per l'uomo.

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