Santoreggia

Santoreggia

formato piantina1 piantina/e, in Vaso Ø 14 cm

disponibilitaTrapiantabile dal 01/09 al 31/10

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Prezzo 3.60 iva inclusa

Quantità Vaso Ø 14 cm

La santoreggia è una pianta officinale dai molteplici usi e proprietà benefiche facente parte della famiglia delle Lamiaceae conosciuta fin dall'antichità, in cui era ritenuta una pianta afrodisiaca.


Caratteristiche tecniche Santoreggia

È una pianta aromatica particolarmente versatile che si presta infatti a numerosi utilizzi e che, anche se necessita di poche attenzioni, in generale predilige i climi temperati, una posizione soleggiata in un terreno ben drenato. Non teme il gelo ma è meglio coprire comunque le radici con un telo o della pacciamatura per evitare che l'apparato radicale possa gelare e quindi compromettere anche la sopravvivenza della pianta.
 

Santoreggia: coltivazione

La santoreggia è un’erba aromatica dalla coltivazione molto semplice, che ben si adatta alla coltivazione in serra, in vaso o nell'orto.
 

Santoreggia: coltivazione in vaso

Il periodo ideale per il trapianto in vaso della santoreggia è quello a cavallo tra i mesi di marzo e di aprile, quando cioè le temperature cominciano a salire. In vaso la santoreggia è disponibile tutto l'anno anche se i primi raccolti primaverili sono decisamente scarsi. La raccolta vera e propria deve infatti avvenire durante l'estate.

Il vaso adatto deve essere di medie dimensioni per permettere all'apparato radicale di ossigenarsi in modo corretto al fine di evitare così la formazione di muffe.
 

Il terreno

Il terreno deve risultare, pur prestando la massima attenzione nell'evitare i ristagni d'acqua, abbastanza umido e non deve essere particolarmente ricco di sostanze organiche; la Santoreggia inoltre si presta ad essere coltivata praticamente in tutti i substrati prestando sempre però particolare attenzione ai ristagni d'acqua. Ti consigliamo infatti di predisporre un fondo drenante per il vaso costituito da dell'argilla espansa.

Al terriccio di base possono poi essere aggiunte della sabbia e della torba oppure compost o hummus, elementi che lo alleggeriranno migliorando le sue capacità drenanti, riducendo così il rischio di ristagni, pericolosi per l'apparato radicale. Inoltre, per stimolare la continua produzione di foglie e mantenere una vegetazione tenera e aromatica, occorre cimare di frequente le infiorescenze della pianta di santoreggia.

In generale non ha bisogno di particolari cure, se non una potatura alla base ogni 2-3 anni ed eventualmente l'aiuto di un fertilizzante a base di azoto una volta ogni due mesi circa.
 

Esposizione al sole

La santoreggia sopporta bene il freddo ma ama particolarmente il sole. Sul balcone è preferibile infatti collocarla in una posizione soleggiata, dove però nelle ore più calde della giornata, in cui il sole diventa particolarmente aggressivo, vi sia un po' di ombra.
 

Innaffiatura

La santoreggia non deve essere innaffiata di frequente poiché è una pianta abbstanza resistente anche se il suo bisogno di acqua aumenta nella stagione secca tendenzialmente quindi durante l'estate quando vi è un maggiore rischio di siccità oppure in caso di una mancanza prolungata di precipitazioni. È importante però non esagerare con i quantitativi di acqua che potrebbero creare dei nocivi e pericolosi ristagni; un consiglio è infatti quello di innaffiare poco ma spesso. In inverno invece basterà semplicemente controllare che il terreno rimanga umido ed eventualmente abbeverare una o due volte in un mese.
 

Santoreggia: coltivazione nell'orto

Il periodo ideale per il trapianto nell'orto si colloca a cavallo tra marzo e aprile, cioè in primaveraiti, anche se d'estate, quando cioè le temperature diventano eccessivamente alte, la Santoreggia ha bisogno di più frequenti e abbondanti irrigazioni per riuscire a sopravvivere.

La scelta del terriccio da usare e le cure colturali per la coltivazione della Santoreggia nell'orto sono esattamente le stesse di quella effettuata in vaso anche se è necessario prestare particolare attenzione all'eccessiva esposizione ai raggi solari e a proteggere le radici dalle temperature rigide; è quindi preferibile collocare la piantina di santoreggia in una posizione dell'orto in cui il sole non batte durante tutta la giornata o in cui quantomeno non batte nelle ore più calde.

Inserire la santoreggia nell'orto è inoltre un vero toccasana per la sua salute in generale in quanto pare che essa sia un buon repellente contro gli afidi e che costituisca quindi, in ultima analisi, un’ottima consociazione per proteggere gli altri ortaggi in particolare zucchine, spinaci, cipolle e, soprattutto, fagioli.
 

Santoreggia: coltivazione indoor

La scelta del terriccio da usare e le cure colturali per la coltivazione indoor della santoreggia  sono le stesse che ti abbiamo indicato per quella nell'orto. L'unica differenza è che, essendo coltivato all'interno in un ambiente tendenzialmente a temperatura controllata, la cura della piantina è decisamente più semplice proprio perché non ci si deve preoccupare meno attentamente del possibile sbalzo termico e dell'eccessiva esposizione solare.

Il periodo ideale per il trapianto indoor della santoreggia è generalmente, come per quello in vaso, quello a cavallo tra i mesi di marzo e di aprile, quando cioè le temperature diventano più miti.
 

Santoreggia: parassiti e malattie

Questa pianta aromatica non ha particolari nemicie le più comuni malattie crittogamiche come, ad esempio, i marciumi radicali si possono prevenire facilmente piantando la Santoreggia in terreni ben drenanti.
 

Caratteristiche della piantina di Santoreggia

La santoreggia si caratterizza per assumere una forma di cespuglio alta fino a mezzo metro che cresce come pianta spontanea in particolar modo nelle zone del Centro Nord Italia. Fiorisce in estate e produce dei bellissimi e piccoli fiori bianchi e rosa.
 

La raccolta della Santoreggia

Della santoreggia si consumano principalmente le foglie e il consiglio è quello di partire raccogliendo quelle più esterne per favorire nuova crescita centrale. È inoltre consigliabile effettuare la raccolta prima della fioritura e staccando con una forbice solo piccole porzioni delle punte cioè piccoli pezzi dei rametti che si potranno poi seccare e conservare per un lungo periodo.
 

Uso della Santoreggia

La Santoreggia possiede molte proprietà curative e benefiche, essendo un rinomato antisettico, espettorante e stimolante. Il suo olio essenziale viene utilizzato proprio in virtù dell'alto contenuto di euganolo, sali minerali e vitamine mentre le foglie vengono utilizzate come condimento perché aiutano la digestione e la risoluzione di problemi gastrici e intestinali in generale, usi che la classificano come un'ottima pianta officinale.

È molto utilizzata anche in cucina, spesso per insaporire carne, pesce e formaggio freschi, e nella cosmetica per le sue proprietà depurative, tonificanti e drenanti; spesso viene inoltre usata come pianta medicinale per produrre degli sciroppi contro i sintomi influenzali, i dolori dentali e le infiammazioni in genere. Pare inoltre che abbia la capacità di alleviare il prurito causato dalle punture di zanzara.

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