Come coltivare l'albero di cachi: consigli e curiosità

del 24/10/2018

Il caco o kako, originario dell'Asia orientale, è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Ebenacee e al genere Diospyros. Il caco è anche una tra le più antiche piante da frutto coltivate dall'uomo, nota presso i cinesi ormai da più di 2000 anni anche se è stato descritto dalla botanica occidentale per la prima volta solo nel 1780; il nome scientifico del caco, ovvero Diospyros kaki, proviene dall'unione delle parole greche diòs e pyròs e che quindi, letteralmente, significa "grano di Zeus".
 
L'albero di kako è originario della zona centro-meridionale della Cina anche se si è poi iniziato a coltivarlo anche nei paesi limitrofi, come, ad esempio, la Corea o il Giappone, fino ad arrivare, in tempi più recenti, anche nei nostri giardini. Detto anche melo d'Oriente, l'albero di kako è stato definito dai cinesi l'albero delle sette virtù perché è longevo, fornisce protezione dai raggi del sole creando una grande ombra, dà un posto agli uccelli per nidificare, non viene attaccato da parassiti, fornisce legna da ardere in caso di necessità, fornisce, grazie all'abbondante caduta di fogliame, sostanze concimanti e la sua chioma infine, con le sue foglie giallo-rosse, in autunno sono estremamente decorative.
 
Più o meno nella metà del XIX secolo, contestualmente alla sua diffusione in Europa, i primi impianti italiani specializzati nella coltivazione dei cachi sorsero proprio nel Salernitano, specie nell'Agro Nocerino, per estendersi poi in Sicilia e in Emilia-Romagna. Una piccola curiosità: al giorno d'oggi l'albero dei kaki è considerato come l'albero della pace, perché alcuni esemplari sopravvissero al bombardamento atomico subito dalla città giapponese di Nagasaki nell'agosto del 1945.
 
 

Albero di cachi: caratteristiche

La pianta di kaki è davvero l'albero da frutto ideale da trapiantare nel tuo orto. La pianta di caco produce dei frutti di forma tondo-ovale, a seconda della varietà, e di un bellissimo colore giallo-arancione che maturano generalmente nel periodo compreso tra i mesi di ottobre e novembre. La polpa del caco è succosa, ricca di semi, molto gustosa e zuccherina. In base alla varietà la polpa però può essere soda, parliamo in questo caso di caco mela, oppure, più frequentemente, gelatinosa e morbida.

Il caco è bellissimo anche come pianta ornamentale grazie alla sua chioma ricolma di foglie caduche ovali e di uno splendido color verde brillante. In autunno le foglie assumono un colore dorato e i suoi rami sinuosi disegnano nel cielo figure armoniose che creano un effetto visivo davvero scenografico. I cachi sono alberi molto longevi e possono diventare pluricentenari, sebbene crescano molto lentamente, e possono raggiungere i 15–18 m di altezza anche se, di norma, vengono mantenuti di dimensioni più piccole effettuando di frequente delle potature.

Il frutto dei kaki va raccolto quando è di colore giallo scuro o arancio ed ha ancora una buona consistenza. Nel Sud d’Italia si può anche posticipare la raccolta nel momento in cui i frutti sono già maturi; nel nord d’Italia invece, dove è più probabile assistere a dei repentini cambiamenti climatici, il consiglio è quello di anticipare la raccolta e fare maturare i frutti lontani dalla pianta.

Per far maturare in casa i kaki sarà sufficiente disporre quelli appena raccolti in una cassetta di legno, prestando attenzione a non sovrapporli. Aggiungere delle mele o delle pere per poi coprire la cassetta con un foglio di cartone oppure con un canovaccio da cucina. Così facendo si formerà una micro cappa di etilene che favorirà la maturazione dei cachi. È poi consigliabile riporre la cassetta in un luogo fresco e asciutto.
 
 

Coltivazione dei cachi  nell'orto

Le piante di caco che troverai sul nostro portale hanno 2 anni di vita e sono interrate in un vaso di 20 cm, pronte per il trapianto. La prima cosa da dire è che la pianta di cachi andrebbe messa a dimora preferibilmente nei mesi autunno-invernali.
 
Prima di iniziare a coltivare i kaki nell'orto assicurati di avere inoltre a disposizione un sostegno verticale per aiutare il giovane tronco del caco a resistere nel caso di raffiche di vento. Per trapiantare la piantina è necessario scavare una buca che misura all'incirca 100 cm di diametro e 30 cm di profondità. Prima di interrare la pianta sarebbe inoltre una buona cosa immergerle in una miscela di acqua e terra allo scopo di facilitare loro nell'adattarsi al terreno. È importante inoltre disporre le radici in un modo tale  che non permetta loro di accavallarsi.

Il punto d’innesto deve essere posizionato al livello del terreno per permettere alla pianta di radicare bene; accomodare poi il terreno e aggiungere uno strato di concime allo scopo di fornire le sostanze nutritive necessarie alla pianta di cachi per crescere bene. Il concime ideale  da utilizzare è dello stallatico maturo. Sarebbe bene, inoltre, aggiungere del materiale drenante, come, ad esempio, della pietra pomice. Al momento dle trapianto bisogna prestare molta attenzione a fornire alla piantina quantità elevate di acqua sempre però senza esagerare: quindi innaffiare frequentemente affinche il terreno non risulti mai secco. Il kako predilige infatti un terreno mediamente umido, quindi nei periodi più caldi è necessario innaffiarlo con una certa regolarità. Nel caso in cui si notasse un'anomala caduta dei frutti o se questi si dovessero "spaccare", questo è il chiaro segnale che la pianta ha bisogno di essere innaffiata. 

La pianta di cachi, una volta trapiantata, è resistente e non necessita, in linea di massima, di concimazioni regolari. Volendo, però, si può assistere la sua crescita e rendere più sostanziosa la sua fruttificazione fornendole un concime a base di azoto, in autunno o in primavera. Per una coltivazione ideale del caco inoltre è importante individuare un punto nell'orto che sia particolarmente soleggiato e che metta a disposizione della pianta molto spazio dal momento che l'albero dei cachi cresce fino a raggiungere dimensioni imponenti.

La potatura della pianta di kaki è ridotta all'essenziale: è infatti necessario intervenire solo nel caso si notino dei rami in cattive condizioni, oppure se la chioma ha assunto una forma irregolare visivamente non piacevole oppure, ancora se le dimensioni raggiunte risultino eccessive. In ogni caso il consiglio è quello di intervenire verso la fine della stagione invernale e di non essere troppo brutali. Bisogna inoltre prestare particolare attenzione a non danneggiare i rami nuovi dal momento che sono quelli che ti andranno a fruttificare.
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